23/06/2018 – San Miniato – Cerimonia di conferimento Fiorino d’Oro al Festival delle Religioni

Cari amici del Festival, ben ritrovati!

Vi scrivo questa enew per condividere con tutti voi la gioia e il grande onore di aver ricevuto il Fiorino d’oro, come sapete, più alto riconoscimento fiorentino. Prima di raccontarvi alcune riflessioni sul Fiorino, ci tengo a ringraziare tutti voi, amici e sostenitori del Festival, per seguirci ogni anno, partecipando agli incontri e mostrando interesse ed affetto per la manifestazione. Il Festival ha senso e raggiunge il suo obiettivo nella misura in cui i relatori stessi, come anche l’atmosfera che si crea ritrovandoci insieme a “religionare”, ci danno l’opportunità di riflettere di più, di pensare di più, di dialogare di più e soprattutto di conoscerci di più! Per utilizzare un motto che è stato il primo messaggio promosso dal Festival, per “incontrarci su ciò che ci divide”!

È stata una cerimonia molto speciale quella del 23 Giugno. Innanzitutto perché si è svolta sul sagrato di San Miniato, luogo simbolo per Firenze, per molti di voi, ma anche un po’ della mia vita spirituale e personale. Alla presenza del Sindaco Dario Nardella, di molte autorità, ma soprattutto della mia famiglia e di persone a me molto care. E poi è quasi incredibile la coincidenza che il prossimo Festival delle Religioni si terrà proprio a San Miniato, a conclusione dell’anno delle celebrazioni per il millenario della Basilica e si svolgerà in collaborazione con i monaci benedettini guidati da Padre Bernardo! Ma di questo ne riparleremo più avanti in un’enew dedicata solo alla prossima edizione del Festival!

È un onore, vi dicevo, aver ricevuto questo riconoscimento perché il Fiorino d’oro è principalmente la risposta ad un onere. Un impegno. Una responsabilità che ho sempre sentito dentro di me, da che ero ragazzina, da che scrissi il primo articolo su La Nazione, inneggiando alla responsabilità dell’esser cittadino, al sentirsi fieri ed orgogliosi di dirsi fiorentini. Non un desiderio, ma proprio la responsabilità di dover far qualcosa di buono per la mia città. Indirizzata dalla mia mamma con la quale parlavo di Dio e del firmamento, quando eravamo in macchina ed avevo circa 13/14 anni – da qui poi gli studi che intersecano la filosofia e la teologia – e spronata poi da mio marito Marco che dieci anni dopo mi disse; “perché non organizzi un vero e proprio Festival delle Religioni?”. Ecco, da lì capii che in questo modo avrei potuto dare il mio contributo a Firenze. (In realtà se vogliamo esser sinceri fino in fondo quando facevo i primi anni di università pensavo che mi sarei lanciata per diventare il Sindaco… ma poi ho cambiato idea!!)
Così è iniziato questo percorso, portato avanti con Valentina Vivoli ed Andrea Bianchi, i due ragazzi che non si notano mai, ma che se ci fate caso, stanno sempre in fondo agli incontri, a curare “la regia” e che tutto proceda a dovere… Il Fiorino è anche loro, perché – e questo lo considero un principio universale – senza dei buoni collaboratori, qualunque buona idea fatica a diventar realtà!

Credo che soprattutto oggi in un mondo tiepido di valori, di ideali svuotati, di pluralità represse e di indifferenza verso le differenze, promuovere i valori come la dignità dell’uomo, la sacralità della vita, la pluralità come binario dei nostri pensieri e del nostro agire sia davvero un compito, una responsabilità, un onere appunto, che ci dobbiamo prendere. Che io mi son sentita di prendere ed è infatti ciò che sta dietro ad ogni Festival delle Religioni. Perché come diceva don Milani: “se nella vita hai le mani troppo pulite vuol dire che le hai tenute in tasca” e fino a che ci saranno delle gabbie, in cui si rinchiudono 2000 bambini che sono disperati perché separati dai propri genitori, io nel mio piccolo sento il dovere di impegnarmi in questo senso.

Vi saluto e vi ringrazio per aver letto questo parole!

Vi auguro una buona estate e non appena le scuole riapriranno, anche noi del Festival vi racconteremo della prossima edizione… Intanto vi lascio con un po’ di curiosità!

Ciao!

Francesca