12/04/2019 – Verso il Festival, attraverso il ‘passaggio’ pasquale

Festival delle religioni 2019
Orā-te
PROGRAMMA

Cari amici del Festival,

manca poco all’inizio della quarta edizione!
Vi ricordo le date: 26-27-28 Aprile
Mi rendo conto che è una settimana strapiena tra la Pasqua cristiana, la Pasqua ebraica e le molteplici festività nazionali. Tuttavia, come già vi avevo detto nella scorsa e-new, il Festival sarà il gran finale delle celebrazioni per il millenario di San Miniato che cade il 27 Aprile. Ecco perché abbiamo scelto queste date un po’ “ad incastro”.
Ci saremo anche noi dunque ad animare quei giorni, sia per chi rimane in città sia per chi magari viene a Firenze a trascorrere le feste!

È proprio in una di queste festività, giovedì 25 Aprile alle 16.30, che si terrà la preview del Festival. Abbiamo deciso di celebrare la ricorrenza della liberazione italiana dal Nazi-fascismo con un incontro importante; Ronald Lauder, presidente del World Jewish Congress, figura laica del mondo ebraico più importante a livello internazionale, dialogherà insieme al Sindaco di Firenze, Dario Nardella, in un incontro dal titolo “la libertà fondamento dell’identità”. Modererà il dialogo Marco Carrai.

Ma l’incontro centrale del Festival si svolgerà sabato 27 alle 10.30 nel giorno di chiusura del millenario. Siamo ben onorati di annunciarvi che dopo la visita a Firenze di Papa Francesco nel 2015 e dopo la presenza, in una delle passate edizioni, del Camerlengo, Card. Tauran, sarà ospite del festival delle Religioni, il Segretario di Stato Vaticano Cardinal Pietro Parolin insieme al Patriarca Armeno Karekin II in un incontro sul tema “il tempo della fede nella società di oggi”. Un incontro storico per la città di Firenze, per il Festival delle Religioni, sempre più luogo d’incontro di pluralità e di culture, e per la Chiesa stessa con il rappresentante della comunità cristiana più antica.

MOLTO IMPORTANTE:
Come sempre, tutti gli appuntamenti del festival sono gratuiti e soprattutto l’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Quasi tutti gli incontri si svolgeranno in Basilica, solo due nel frantoio, quindi non ci sarà modo di prenotare i posti a sedere.

È emozionante annunciare ogni volta figure così significative – non pensavo che dopo la passata edizione con il Dalai Lama si riuscisse a mantenere un livello così importante.
Enzo Bianchi si concentrerà sulla preziosità del tempo della preghiera; l’imam di Milano dialogherà con il rabbino di Firenze sul concetto di tempo nell’Islam e nell’Ebraismo. Non mancheranno i filosofi Sergio Givone e Massimo Cacciari. Due sociologi, Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, peraltro marito e moglie, rifletteranno su quanto i social e gli smartphones, oramai nostre appendici instaccabili, influenzino il tempo dello stare insieme, specialmente in famiglia. Un importante fisico, Mario Rasetti ci spiegherà cos’è il tempo ed i buchi neri, oggi di grande attualità. Ci ritroveremo anche per un momento di preghiera, in cripta, guidato da Padre Bernardo insieme ai monaci della Badia Fiorentina, ed infine Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, chiuderà il festival riflettendo sul tempo dell’accoglienza.
Orā-te:
Il Festival è un momento prezioso, sia per gli ospiti, ma soprattutto per il messaggio che ogni edizione vuole trasmettere. I Festival infatti seguono un percorso: Incontrandoci su ciò che ci divide poi Andiamo Oltre, poi Io Sono e questa prossima edizione, come già vi avevo anticipato qualche settimana fa, avrà al centro il tema del tempo. I mille anni della Basilica di San Miniato sono l’invito per tutti noi ad interrogarci sul tempo. In un’epoca confusa e degradata di valori e di alti pensieri – il tempo passa attraverso noi stessi senza che spesso si sia capaci di saperlo “trattenere”, il Festival esorta a fermarsi, a rallentare, a riflettere, ad abitare il tempo, ma soprattutto ad imparare a scandire i tempi del tempo. Ecco perché il titolo di questa edizione è Orā-te e giocherà sul doppio significato di “pregate” in latino e allo stesso tempo di “ora te” con l’esortazione a rinnovare se stessi e a meditare sulla propria vita e sul proprio tempo.

Ecco il programma completo:
www.festivaldellereligioni.it/edizione-2019/programma

Vi aspetto al Festival! Ma prima, a ciascuno di Voi, l’augurio di un – tempo – pieno, profondo, e compiuto di Pèsach.

Francesca Campana 
Ideatrice ed organizzatrice del Festival delle Religioni

Ps. Pèsach, in ebraico, come molti di voi sanno bene, significa “passaggio”; un altro passaggio rispetto alla Pasqua cristiana, non meno significativo per un cristiano, potremmo dire, un “passaggio anticipatore” della Pasqua intesa come Resurrezione. Ma come vivere un passaggio in maniera compiuta? Se è un passaggio, come può essere anche in itinere compiuto? L’atto in potenza. Sembra quasi un augurio impossibile.
E tuttavia se Hölderlin nei suoi versi ne La fuga degli Dei sollecitava a sostare nelle contraddizioni dell’esistenza – poiché gli dei immortali, oramai fuggiti, non avevano lasciato altro che frammenti di parziale perfezione rispetto ad una più diffusa realtà filosoficamente tragica – e dunque sollecitava a vivere queste contraddizioni senza hegelianamente volerle trascenderle, Vi auguro, alla Hölderlin, di vivere compiutamente – con “compiutezza” se si potesse dire – qualunque passaggio della vostra vita e del vostro tempo.
E come si fa? Orā-te.

Ciao,
F.