15/05/2017 – Torna il Festival delle Religioni. Il Dalai Lama inaugurerà la terza edizione

Cari amici del Festival,
Siamo tornati!

Perdonerete questo lungo silenzio, non siamo scomparsi, semplicemente ho avuto una bambina, che già aspettavo durante lo scorso Festival e dunque il 2016 è stato un anno dedicato alla maternità. Non è mancato però il tempo dello studio, in particolar modo sulla Bibbia Ebraica. Ne sta venendo fuori un libro sul concetto di anticipazione teologica e filosofica; su questo vi dirò qualcosa più avanti. Credo comunque che al di là di questa pausa sia doveroso per uno studioso alternare momenti di maggior dinamismo e visibilità a causa degli eventi, a tempi in cui rimanere più nascosti, meditando, studiando, leggendo, seduti alla scrivania e pensando solitari, lontani dall’euforia che la realizzazione di un festival come il nostro inevitabilmente trasmette. Il valore aggiunto del Festival delle Religioni credo che forse sia proprio questo; io non sono un’organizzatrice di eventi di professione, ma assieme ad una squadra di ragazzi molto motivati e capaci, realizzo questo determinato tipo di manifestazione sulle religioni – perché questa è la mia formazione – e ciò che viene fuori non è una passerella luccicante di nomi illustri e basta, ma la sintesi di lunghe riflessioni, di tempi di attesa, tempi nei quali di volta in volta ci siamo interrogati su quale fosse il metodo migliore per analizzare e dare un senso alle inquietudini nel nostro tempo.

Vi dico questo perché non è stato un caso che abbiamo cominciato nel 2014 con Incontrandoci su ciò che ci divide. Non volevamo raccontare la buona novella per cui ci vogliamo tutti bene e andiamo tutti d’accordo, perché non è così. Non andiamo tutti d’accordo e tanto meno, purtroppo, ci vogliamo bene. Ecco allora che il festival ha voluto essere un’occasione per mettere sul tavolo le tante diversità, le troppe incomprensioni e profonde fratture per conoscerle prima di tutto, analizzarle ed approfondirle e perché no, per apprezzarne il valore, indipendentemente dal voler a tutti i costi trovare i punti di contatto quasi che senza non si possano trovare delle buone ragioni per vivere sotto lo stesso cielo senza violenza fisica o verbale. Un metodo diverso dal solito volto a guardare le cose per come sono senza illuderci o mascherare la realtà.

La storia poi sappiamo che non sempre ha manifestato il suo volto più nobile; nell’estate del 2014 il califfo Al Baghdadi annunciò la costituzione dello Stato Islamico e nei mesi successivi la nostra Europa è stata contaminata di terrore e di odio. Non dimentichiamoci Charlie Hebdo, il Bataclan ecc.. In questo clima di tensione e di sottesa paura anche nel nostro paese, come risposta a quanto è accaduto, è nata la seconda edizione del Festival: Andiamo Oltre. Oltre lo scontro distruttivo, oltre ogni divisione ed ogni guerra di potere mascherata da guerra di religione. Abbiamo cercato di trasmettere un messaggio forte: prima e oltre ogni singola religione c’è l’uomo e come tale la sua vita va difesa ad ogni costo. Lo abbiamo detto e promosso assieme al Papa dei Cristiani Copti Tawadros II, all’imam Al-Tayyeb di Al Hazar – dal quale siamo andati in Egitto a portargli la cupola di legno – simbolo del festival – al Patriarca di Gerusalemme Fouad Twal, al rabbino Steinsaltz. Tutte figure che costantemente vedono il sangue nei loro luoghi di culto e nelle strade delle loro terre.

Adesso siamo arrivati alla terza edizione!
Segnatevi le date: 19 | 22 – 23 Settembre; IO SONO.

È più di un onore annunciare che SS. il Dalai Lama inaugurerà la terza edizione del Festival delle Religioni. Dopo cinque anni di attesa, in un inaspettato pomeriggio di gennaio è arrivata la risposta affermativa all’invito che gli avevamo rivolto. Il 19 settembre prossimo alle ore 9.00, al Mandela Forum, il Dalai Lama riceverà innanzitutto il Sigillo della Pace, autorevole riconoscimento conferitogli dal Sindaco di Firenze, Dario Nardella. Il Dalai Lama parteciperà poi ad un dialogo interreligioso assieme all’Imam di Firenze e Presidente Ucoi, Izzedin Elzir, Padre Enzo Bianchi, fondatore della comunità ecumenica di Bose e Joseph Weiler, giurista ebreo di fama internazionale e già rettore dell’istituto Universitario Europeo di Firenze. Modererà l’incontro Monica Maggioni, presidente Rai.
L’incontro è reso possibile grazie all’indispensabile collaborazione con l’istituto Buddhista Lama Tzong Khapa di Pomaia.
Il titolo incontro sarà La libertà nella regola. L’intento è chiedere ad ogni rappresentante delle singole religioni che ruolo abbia la libertà nella propria religione. Quanto questa sia fondamento dell’identità di ognuno. Che grado di libertà caratterizza le singole religioni. Come si concilia la libertà con i limiti e le regole di cui ogni religione si costituisce? Ne risulta frenata oppure nelle vie anche strette delle singole confessioni questa libertà matura la sua pienezza? Sarà interessante ascoltare le risposte di ogni relatore.

All’incontro mattutino seguirà alle ore 13:30 un public talk con il Dalai Lama dal titolo La pace attraverso l’educazione organizzato dall’Istituto Lama Tzong Khapa.

MOLTO IMPORTANTE: Sarà possibile partecipare con un contributo di 10 Euro per le spese organizzative per l’istituto buddhista acquistabile attraverso il circuito Box Office dal 22 maggio. Troverete il link da cui accedervi sul sito www.dalailama.it sia sul nostro sito www.festivaldellereligioni.it e direttamente sul sito del Box Office. Il contributo copre entrambi gli incontri.

La partecipazione del Dalai Lama sarà il momento inaugurale del festival che ha per titolo complessivo IO SONO. Abbiamo scelto questo titolo perché vogliamo lanciare un messaggio forte; viviamo in un’epoca in cui le identità sembrano sbiadirsi e i valori culturali e religiosi intiepidirsi al di sotto di ideali monchi come la laicità sempre più frequentemente intesa come astensione dal manifestare le singole identità per non urtare la sensibilità del prossimo invece che come compresenza di pluralità. E così facendo ci dimentichiamo del valore della nostra identità e della bellezza innata di ognuna.
Il Festival di quest’anno vuole dire con umiltà ma con determinazione: siate. Qualunque cosa siate, scopritelo e siatelo. Fino in fondo con orgoglio e consapevolezza, protagonista ognuno della propria identità religiosa, culturale, sociale ecc.
Questo è forse il festival più fiorentino di tutti, non soltanto perché il Festival apre le celebrazioni cittadine che ricordano Giorgio La Pira a quarant’anni dalla sua morte, ma perché Firenze è stata la prima città nel mondo europeo pre-moderno che ha posto al centro l’uomo. Una humanitas che non prescindeva dalla sua divinitas, dalla sua sacralità. E l’uomo è sacro perché ha un’identità nobile e densa di contenuto. Ai fondamentalismi si risponde con i fondamentali della nostra cultura. Cultura che è fondata su identità e libertà. L’una con l’altra, non l’una senza l’altra. Oggi più che mai è urgente recuperare l’identità della nostra cultura, alimentarla ed approfondirla da protagonisti del nostro tempo. Io sono, siamo!

Presto vi daremo altre notizie sul festival!
Mi raccomando, state pronti il 22 maggio… i posti andranno via veloci.

Ben ritrovati! A prestissimo!
Francesca